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Ruriko Ste is up

Wednesday, May 28th, 2014

di Ruriko Ste, parti in corsivo di BornAgain

Sabato piovoso ma non tanto di Maggio. Al bar, per l’ordine del fine settimana appuntato su uno sgangherato volantino elettorale, siamo in 4: io, BornAgain, Danilo e Gianni. “E allora: Voip, nodo Gianni, nodo Via Marina, Rocket, nodo Ruriko Ste etc etc etc…”. Chiacchiere su chiacchiere. Ma è ora di “quagliare”: alziamo Ruriko Ste prima che scenda il sole!
C’è da configurare la Nanostation e passare il cavo di rete dalla terrazza al piano immediatamente inferiore. Gambe in spalla verso il futuro/ex nodo potenziale e grappino rimandato.

Aperte le cassette appare evidente a me e a BornAgain che abbiamo fatto male i conti: le canaline attraverso le quali avremmo dovuto (nella nostra fantasia) far passare il cavo di rete  per arrivare alla presa dove è attaccato il modem, sono troppo strette.

Ruriko Ste mentre cerca di passare la molla nelle canaline troppo strette

Ruriko Ste mentre cerca di passare la molla nelle canaline troppo strette

Decidiamo di percorrere un’altra traccia per sbucare in altra presa e in altra stanza. Serve un altro modem ma possiamo utilizzare il tp link 841 prestatoci dall’Hacklab di Cosenza (che deve essere, però configurato).
Colleghiamo il cavo di rete dalla terrazza alla corrente (con qualche sclero in più per il crimpaggio del cavo, pensavamo di averlo crimpato male e per scoprire solo alla fine che due led del tester si erano bruciati). Resta ancora un’ora di luce (secondo gli strani calcoli sui gradi del sole di BornAgain) e facciamo in tempo a flashare la Nano (certo, non è che riesca a ricordarmi proprio tutti i passaggi….) e montarla in terrazzo .

Diciamo che non è proprio un nodo montato a regola d’arte: domani dovrò aggiungere le fascette e stringere i bulloni. E poi: manca il corrugato per coprire il cavo, l’841 è da configurare e sarebbe bene portare la corrente direttamente in terrazzo ma… intanto la Nano si accende e lampeggia un led in più…forse già vede Danilo

Lavoro semi finito in notturna

Lavoro semi finito in notturna

(Nel pieno spirito di autoformazione che contraddistingue Ninux ho seguito Stefania nelle operazioni di montaggio del suo nodo ma lasciando che fosse lei a fare le operazioni principali e proponesse scelte alternative qualora non fosse evidente la soluzione. Nei passaggi dei cavi in canalina aveva già acquisito esperienza dal montaggio del nodo Bice. La Nanostation è stata configurata da lei seguendo il wiki con Openwrt direttamente da shell. Nel farlo ci siamo accorti anche di un piccolo bug che bloccava l’update dei pacchetti e di questo abbiamo avvertito il resto della community. Al momento l’841 è stato configurato da me anche quello con Openwrt in modalità classica che facesse da AP verso il resto di casa ma contemporaneamente da client per quanto riguardasse l’ap del suo modem adsl. Altra configurazione dell’841 testata e salvata è stata con le VLAN per il routing a terra , grazie al supporto e alla guida di Stefanauss, che ringrazio, che ha seguito il sottoscritto via streaming fino le 5 di mattina. Quella sarà poi la configurazione definitiva del nodo Ruriko Ste nel futuro upgrade. BornAgain)

Internet Condominiale e Ninux

Saturday, May 17th, 2014

La rete del Nodo Capizzanux 10.87.7.0/24 è stata affiancata da un’altra rete, 10.87.12.0/24, quando è nata l’idea di realizzare un InternetCondominiale.

L’InternetCondominiale è un servizio accessibile a chi aderisce alle spese dell’utenza mentre l’accesso alla rete Ninux è libero per tutti.

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Se la paura dei “ladri” non ci avesse intimorito, l’access point sarebbe stato sistemato più in basso rispetto al soffitto… Ma sta funzionando bene !

Alla condivisione dei costi dell’utenza, e al progetto nella sua totalità, hanno aderito fin’ora 4 famiglie. L’opportunità derivante dal collegamento alla rete Ninux consente anche a parenti o amici, delle famiglie aderenti al progetto, di condividere i costi ed i benefici della rete condominiale anche da locali distanti kilometri dal condominio Capizzano (grazie ancora Ninux!). Questa opportunità ci consente di prevedere almeno due nuove famiglie aderenti al progetto nei prossimi mesi.

Le famiglie che aderiscono al progetto abitano tutte in locali vicini. L’opportunità di sistemare altri due access point all’interno delle scale del condominio attende solo l’adesione di una o più famiglie dei piani inferiori.

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Il progetto Ninux consente ad ogni nodo di comunicare con tutti gli altri indipendentemente dal link rf diretto che ogni antenna ha con il proprio AccessPoint

Segue la descrizione della lettera che comunica al condominio la realizzazione dell’opera:

Oggetto:
Comunicazione connettività Internet – rete Comunitaria Condominiale

I Signori Condomini possessori di uno o più computer, smatphone, tablet o televisione di ultima generazione, sono informati che a decorrere dal giorno 8 Marzo 2014 potranno usufruire di una connessione Wireless, o via cavo (UTP 8 Cat5e), per accedere a servizi telematici locali al condominio, quali l’accesso ad internet.

Per servizi telematici locali si possono anche intendere:

Videosorveglianza
Streaming Audio/Video ( Film, televisione, Voip )
Condivisione di servizi (quali ADSL e altro)

1. Opere di realizzazione
Per realizzare la rete locale condominiale è stato installato al sesto piano del fabbricato, al quale l’opera è riferita, un dispositivo di tipo AccessPoint 2,4Ghz con un numero di porte ethernet pari alle abitazioni di un pianerottolo + 1.

Per la connettività Internet è stato installato un Router ATM.
Per la connettività alla rete Comunitaria Nazionale Ninux è stato installato un dispositivo CPE outdoor.

2. Costi di realizzazione
Il materiale utilizzato è composto da una AccessPoint/Router marca TP-LINK, modello TL-WR841ND pari ad un costo di 20€. Per l’ installazione di questo dispositivo sono stati utilizzati 20 metri di cavo elettrico di rete tripolare da 0.75mm2 ad un costo di 11€, un connettore di corrente di rete maschio pari ad un costo di 1€, due sezioni di cavo F/UTP pari a 45 metri totali ad un costo di ( 0.40 * 45 ) 18€, 4 plug RJ-45 per il cablaggio pari a 1,60€ . Tale spesa è stata ripartita tra il Condomino GDM e la Famiglia T. rappresentata dal Condomino F.T., ed è offerta gratuitamente a tutti i futuri utilizzatori così come è.

L’ opera così descritta consente ai condomini di comunicare l’un l’altro in una LAN.
Per l’accesso ad internet è stato sottoscritto un contratto telefonico/ADSL intestato al condomino GDM, per il quale egli riveste il ruolo di intestatario e rappresentante legale nei confronti del gestore telefonico Wind/Infostrada. Il contratto ha un costo una tantum di 20,59€ + 70,23€, rispettivamente la tassa sul cartaceo del bollettino bimensile e il costo di attivazione della nuova linea. Tale costo è stato sostenuto dall’intestatario in via gratuita.

Per l’accesso alla rete geografica Ninux è stato installato un dispositivo marca Ubiquity modello NanoBridge M5 e un router marca TP-LINK, modello TL-WR1043ND con cablaggi e supporti, tutti ad uso privato dell’intestatario ma condivisi gratuitamente alla realizzazione del progetto in oggetto.

Ogni dispositivo è attualmente collegato alla utenza di rete elettrica privata dell’intestatario dei contratti ad eccezione dell’ AccessPoint installato al 6° piano che è collegato all’utenza di rete della famiglia Torano.

3. Usi e benefici

La rete locale LAN così realizzata consente i seguenti casi di uso:

Condivisione di Internet tra Condomini che alloggiano in locali differenti senza alcun costo monetario.
Condivisione di Internet tra un Condomino e un suo parente/amico/collaboratore che alloggia in locale sito tra il comune di Settimo di Montalto e Spezzano della Sila, comprendente tutta l’area urbana ove il Link alla rete Ninux sia effettivamente possibile ( buona visuale dell’aria urbana ). Nessun costo monetario.
Uso del contratto di ADSL Condominiale. Costo ripartito equamente tra i partecipanti.

4. Modalità di partecipazione

Ogni Condomino può estendere la rete all’interno del fabbricato secondo le regole condominiali e quelle del buon senso, seguite dal confronto in assemblea condominiale o delega. Ogni Condomino può fare richiesta di accesso rivolgendosi all’amministratore Condominiale o ai condomini GDM, FT o RS, i quali provvederanno a comunicare le credenziali di accesso appena possibile.

5. Caratteristiche della rete

La rete LAN è una comune rete switched/wireless fino a 100mbit di banda.
La rete Ninux è una rete Switched Mesh fino a 260mbit di banda.
La rete Internet Condominiale è una rete ADSL fino a 14megabit/1megabit di banda.

6. Condomini attualmente connessi

Attualmente usufruiscono del servizio i seguenti:

Famiglia DIR
Famiglia T
GDM
Famiglia DC

7. Garanzie di servizio

Eventuali guasti della connessione ADSL possono essere tollerati sfruttando connessioni di emergenza sulla rete Geografica Ninux. Eventuali problemi tecnici di caso specifico possono essere espressi ed evasi con spirito di reciprocità e condivisione fra i partecipanti al progetto, con particolare attenzione agli impegni, alle priorità e al livello tecnico di ciascuna delle parti aderenti al progetto.

8. Note tecniche

Il modello di CPE outdoor installato all’esterno del fabricato ricalca le seguenti caratteristiche tecniche:

Processore: – Atheros MIPS 24KC operante a 400 MHz
Memoria: – 32 MB SDRAM – 8 MB Flash
Connessioni di rete: – 1 porta Ethernet 10/100 Mbps
Frequenze operative : – 5470 MHz ~ 5825 MHz
Dimensioni: – 163 x 31 x 80mm
Peso: – 180 grammi
Consumo: – 5.5 Watt
Alimentazione: – Tramite PoE
Temperature supportate: – da -30°C a +80°C
Frequenze supportate: – da 5.47 GHz a 5.825 GHz
Guadagno: – 13dBi
Polarizzazione: – Duplice (Orizzontale + Verticale)
VSWR: – 1.4:1 max

9. Riferimenti

Ulteriori informazioni sulla rete comunitaria Ninux sono disponibili presso l’url:

http://ninux.org

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Saluti da Capizzanux :)

E’ nato ReggioCal::Stadio

Tuesday, April 1st, 2014

AntennaQuesto è il mio primo articolo…e lo inauguro con il resoconto dell’installazione del nodo ReggioCal::Stadio.
Spinto dalla passione e dall’insistenza di BornAgain siamo riusciti a trovare delle NanoStationM5 usate in condizioni pari al nuovo.
Dopo una breve documentazione “per capire come funziona”….capiamo che IP mettere e in un pomeriggio nuvoloso mi appresto a cambiare firmware e a modificare i file di configurazione per iniziare a far parte dell’isola di Reggio Calabria.


Già in precedenza sul nodo di ReggioCal::CampiGMP era stata posizionata un’antenna puntata verso di me….e con l’aiuto del mapserver, di una bussola …e di un po di culo :) ho puntato l’antenna in modo da sfruttare i 40° di propagazione per collegarmi a Campi ma al tempo stesso tentare una futura connessione per arrivare fino al nodo di ReggioCal::Ruriko Ste…(tutto con un’antenna).
Speriamo bene!
Ho cercato di fare il lavoro nel migliore dei modi perdendo un pomeriggio solo per passare il cavo di rete dentro la guaina…ma tutto ciò ha portato come conseguenza l’utilizzo di circa 35mt di cavo di rete (scadente).
L’antenna che avevamo preso era dotata di PoE a 15volt…e una volta connesso il tutto mi sono reso conto che con tutti i metri di cavo stesi e con la scarsa qualità del cavo…i 15 volt erano davvero pochi.
Risultato : l’antenna si accendeva e spegneva come le lampadine dell’albero di natale.
Non avendo un PoE da 24volt ne ho costruito uno di fortuna usando un alimentatore da 19volt di un notebook e un doppio plug femmina.

PoE home-made

PoE home-made

Per quanto rozzo ha funzionato al primo colpo e con BornAgain al telefono abbiamo fatto i primi test per vedere se c’era il link!
Funziona tutto….qualche ping qua e la per vedere se OSLR faceva il suo dovere e poi ho spento tutto per completare il lavoro di inscatolamento.

In settimana il tutto diventerà operativo H24.

Ninux.org e PresidioCelico, in difesa del territorio calabrese

Saturday, February 22nd, 2014

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L’isola cosentina della rete wireless comunitaria Ninux.org ha vissuto 2 mesi intensi, che l’hanno vista più che raddoppiare. Nella prossima settimana cercheremo di riassumervi tutti le nuove configurazioni, le idee dei nuovi membri della community, le prospettive eccitanti per il futuro. Ma adesso c’è qualcosa di più importante di cui vogliamo parlarvi,  qualcosa che arriva al cuore del concetto che crediamo essere alla base di una rete come Ninux, e che alimenta la nostra motivazione nello sviluppo di questa rete e di questo gruppo ben più di un innovativo protocollo di routing o di un link radio con un’attenuazione perfetta.

Lunedì i cittadini della presila cosentina si sono mossi per protestare contro le decisioni della regione Calabria in materia di rifiuti, preoccupati di pagare, in salute e in vivibilità del territorio, l’ennesima incuria nella gestione della cosa pubblica. La protesta è scattata nella notte di Lunedì, quando sempre più cittadini hanno cominciato, sfidando il freddo e la nebbia di questi giorni, ad occupare le via di accesso all’impianto di Celico. Tra questi il nostro fraticello, già nodo bello-che-attivo dell’isola NinuCS. Nel bel mezzo del nulla, quasi disconnessi da tutto nel momento in cui comunicare era più importante che mai, l’idea è stata questione di un attimo: perché non cortocircuitare una community per un’altra community?

IMG_20140220_162948È nato così, in meno di 30 ore, PresidioCelico. Un link radio di quasi 16km fino a Cerisano, il più lungo in Italia che non faccia parte dell’isola Ninux romana, che ha permesso al Presidio di dotarsi di una connettività stabile che ha reso più semplice aggiornarsi e aggiornare su quanto stava avvenendo con liveblogging e aggiornamenti sui social network, ma soprattutto un livestreaming dell’assemblea dei partecipanti, nella mattinata di Venerdì, con decine di collegamenti.

PresidioCelico, dopo 6 giorni e 5 notti di sit-in, non ha più resistito. Il suo lascito però, è importantissimo per Ninux Calabria. Innanzitutto è stata la conferma tangibile di ciò che abbiamo sempre professato: Ninux è una rete che mette al centro le persone. Sono le persone a possedere direttamente un pezzetto della rete, a gestirla e ad esserne parte attiva, invece che una minuscola e insignificante briciola alla periferia di Internet che se sparisse, non importerebbe niente a nessuno. L’importanza che ha essere produttori e non solo consumatori passivi di una rete la si vede proprio quando sono le necessità delle persone che devono essere ascoltate, specie dove collidono con logiche che ostacolano il cambiamento positivo e il benessere comune. Dove i provider Internet e i classici mass media non potevano o non volevano arrivare in supporto delle persone, Ninux c’era. La strada è quella giusta, PresidioCelico ci dice questo.

Infine PresidioCelico si lascia dietro un Nodo Nomade, con indirizzamento IP e apparati dedicati e pronti 24 ore su 24, che Ninux Calabria metterà a disposizione delle mobilitazioni cittadine come quella del Comitato Ambientale Presilano. Ma Ninux può arrivare solo fin dove ci sono cittadini pronti ad abbracciare questa rete libera e aperta. Prima di lasciarci con alcune foto della giornata dell’installazione, una dritta sui come passare i prossimi 10 minuti: leggi un po’ di Ninux sul wiki del progetto e se ti verrà voglia di entrare nella community e di amplificare l’innovazione tecnica e sociale di questa rete, faccelo sapere.

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[Rassegna Stampa] “Ninux, un altro web”, Corriere della Calabria del 10 Ottobre

Friday, October 4th, 2013

Cliccando sulle immagini potrete leggere direttamente la scansione dell’articolo e visualizzare le fotografie incluse, tra cui una del nostro BornAgain che ha condotto gran parte dell’intervista, mentre in basso trovate la trascrizione completa del pezzo per la comoda lettura via web. In alternativa potete scaricare il PDF. Buona lettura!

ninux-corriere-calabria-pag1 ninux-corriere-calabria-pag2COMUNITÀ VIRTUALI

Ninux, un altro web

È una rete wireless in cui i partecipanti comunicano e scambiano contenuti. È alternativa a internet. I suoi “nodi” adesso spuntano anche in Calabria

di Alessia Candito

In barba alle statistiche che relegano la Calabria in fondo alle classifiche di alfabetizzazione informatica e sul podio del digital divide italiano, ci sono anche (pochi) calabresi fra i pionieri della rete alternativa a internet che, nodo dopo nodo, sta colorando la penisola. Si chiama Ninux e tecnicamente si tratta di una meshnet, una wireless privata, i cui partecipanti possono comunicare tra loro, scambiare file, mettere in comune contenuti, risorse o servizi, far viaggiare video, foto, informazioni in modo del tutto indipendente da quella che è comunemente conosciuta come Rete. Per entrarci e diventare quello che in gergo si definisce “nodo” bastano un’antenna radio, un normale router e le conoscenza tecniche necessarie per collegarsi alla cosiddetta “isola”, l’insieme dei nodi presenti nel proprio territorio. Anzi, spiega Dario Stelitano, reggino, dottorando In Fisica all’Università di Potenza e fra i pionieri della rete alternativa calabrese, le conoscenze tecniche non sono neanche strettamente necessarie perché «Ninux è prima di tutto una comunità, un insieme di persone che – ognuna con le proprie competenze, ognuna con le proprie capacità — hanno deciso di unirsi per costruire un’infrastruttura su cui far viaggiare liberamente delle informazioni, al di fuori delle strade note». E proprio le strade sono l’esempio più calzante per spiegare la filosofia di questa nuova “rete delle reti” che piano piano sta conquistando l’Italia. «È come se ogni partecipante alla rete, quindi ogni nodo costruisse il suo pezzetto di strada che si collega alle altre che i suoi vicini stanno realizzando, ma nessuno ci mette un cancello o un pedaggio. Alla fine tutti quelli che partecipano alla costruzione della strada possono viaggiarci liberamente: questo è Ninux. Ogni partecipante, ogni nodo, contribuisce alla costruzione di una infrastruttura di rete che permette a tutti di comunicare con tutti, gratuitamente». Ma soprattutto, a differenza di quanto succede con un provider commerciale — i vari operatori telefonici che offrono l’accesso alla rete – si possono caricare e scaricare contenuti alla stessa velocità. «È una basilare questione di democrazia – sottolinea Stelitano – in Ninux i contenuti con cui io arricchisco la rete hanno lo stesso valore di quelli a cui io posso accedere. Su Internet no. L’apporto che come utente potrò dare sarà sempre inferiore a quello — ormai in larga parte commerciale e a pagamento – che viaggia in rete. Con Ninux, la rete è neutrale, non appannaggio dei provider».

Giuridicamente — spiega il manifesto italiano — questa nuova rete è equivalente ad un «gruppo di amici che si vede la sera sotto casa, discute di sport e talvolta si organizza per giocare a calcetto o farsi una “braciolata” in campagna». Volutamente, almeno per adesso, i pionieri di Ninux hanno deciso di non trasformarlo in una associazione o una fondazione, evitando qualsiasi tipo di pastoia burocratica. «E come una intranet diffusa — chiarisce ancora Siciliano — solo che invece di rimanere confinata in un ufficio o in un palazzo, è a disposizione della comunità».
Non si tratta di un esperimento isolato. Le prime reti di questo genere sono nate negli Stati Uniti alla fine degli anni 90, ma rapidamente si sono diffuse anche in Europa. La Gufi spagnola è una delle più sviluppate, ma anche i tedeschi sono riusciti progressivamente ad estendere la loro da Berlino a quasi tutto il Paese.
In Italia, l’esperimento è partito nella capitale — attualmente l’isola più grande e in grado di fornire più servizi — ma si sta progressivamente estendendo in tutta la penisola. 0ggi ci sono isole di Ninux a Roma, Vicenza. Pisa. Viterbo. Mistrena, Firenze e in Friuli Venezia Giulia. La Calabria è una delle prime regioni ad aver aderito al progetto. «I primi esperimenti — ricostruisce Stelitano — sono nati addirittura una decina di anni fa., ma Ninux ha cominciato concretamente ad essere costruito più o meno un anno e mezzo fa. A fare da catalizzatore al progetto è stato l’Hacklab — la comunità degli hacker – dell’Università di Cosenza – i primi esperimenti sono iniziati lì. Poi ognuno di noi ha costruito un’isola nel proprio territorio».
«Qui a Cosenza, Ninux attualmente riunisce soprtattutto studenti universitari, quindi anche i servizi che abbiamto sviluppato sono relativi a quest’ambito — interviene Stefano De Carlo, collegato in videochat — ma si stanno avvicinando anche persone estranee all’originario gruppo di appassionati di tecnologia che ha dato vita al primo nodo. Nei prossimi mesi, il nostro obiettivo è raggiungere il maggior numero di persone possibile. anche perché uno dei punti di forza di Ninux è che più cresce la rete, più cresce la comunità, maggiori sono i servizi e le opportunità che la comunità stessa ha a disposizione». Un percorso simile anche se in scala ridotta, a quello dell’isola di Catanzaro, nata attorno all’Hacklab e che oggi — piano piano – cerca di coinvolgere anche profani della tecnologia, aggiunge Luigi Smiraglio. «Noi — dice — stiamo cercando di far capire che entrare in Ninux è come decidere di fare il pane a casa. Il sapore e simile a quello dei panifici, ma si possono selezionare gli ingredienti migliori. E soprattutto, non sono le logiche di mercato a stabilire quali siano». L’esperienza reggina invece è partita in maniera diversa. Sulla riva dello Stretto non c’era nessun hacklab cui appoggiarsi per cui si è deciso fin da subito di rivolgersi a una platea di “non addetti ai lavori”. «Qui – spiega Gianni Polimeni, uno dei pionieri del nodo reggino — abbiamo iniziato fin da subito una collaborazione con il gruppo astrofili, infatti uno degli obiettivi per il prossimo anno è la relizzazione di un server che permetta ai vari partecipanti di lavorare da casa sulle stesse fotograie che scattiamo con il telescopio dell’osservatorio». Ma al di là dei progetti specifici, in via di avviamento c’è anche Asterics, un servizio che permette di fare chiamate gratuite fra i partecipanti dell’isola reggina, ma soprattutto – quanto meno in prospettiva — lo sviluppo di Nìnux come infrastruttura di comunicazione di emergenza. «In un territorio sismico come il nostro, in caso di calamità o disastri naturali, la nostra meshnet potrebbe funzionare anche se le reti garantite dagli operatori cadessero», aggiunge Stelitano.

Una vocazione sociale non limitata al territorio reggino, ma che permea tutto lo spirito del progetto.
«Se nel corso delle primavere arabe ci fosse stata la possibilità di avere una rete mesh — dice Stefano Pirrone – per i manifestanti sarebbe stato molto più facile far filtrare i contenuti sulla grande stampa o comunque farli circolare, perché i governi non avrebbero potuto buttarle giù». Inoltre, sottolinea ancora, «lo scandalo del Nsa e le rivelazioni di Snowden, hanno rivelato che Internet è fondamentalmente una rete che si basa sulla fiducia, perché le informazioni viaggiano criptate con codici che sono di proprietà di ditte per lo più americane. Ma agenzie come la Nsa o le varie agenzie antiterrorismo conoscono già tutte le chiavi di crittografia, quindi hanno già violato alla base questo protocollo di fiducia. È impossibile mettere in sicurezza Internet, va ripensata ma è impossibile farlo rimanendo all’interno di Internet stesso. Le reti che guideranno la sperimentazione per un web veramente sicuro e in grado di garantire il fondamentale diritto alla privacy sono le reti mesh come Ninux».