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msktrz: “come quando” un nodo diventa un supernodo

Monday, February 16th, 2015
“Arriva il momento in cui un appassionato di tecnologia si rende conto che questa non è fatta solo di silicio e condensatori, ma anche di filosofia. In quel momento si prende coscienza che il vero bene comunitario lo si fa nel condividere i propri beni e servizi”

Gigismi alle prese con il primo test :-)

Quando Luigi Porto, also know as #musk, venne a conoscenza di Ninux ne fu folgorato quasi all’istante. In questa ritrova una simbiosi etica e culturale. Poi, col passare del tempo, conoscendo la community di appassionati, decide di buttarsi a capofitto in un progetto ben più complesso di un semplice collegamento wireless.   Il caldo non ci fece paura quando decidemmo di collegarci per la prima volta ad una rete wireless comunitaria, la voglia di entrare a far parte di un mondo sperimentale ed in continua evoluzione era troppo forte. Iniziammo col seguire le discussioni nella mailing list Calabria, dove utenti, che poi sarebbero diventati miei compagni di avventura, amici e colleghi, si scambiavan pareri e consigli su tutto ciò che viaggia nell’etere. Il tutto era costellato da qualche frase in dialetto e tanta voglia di superar se’ stessi. Quel che venne dopo è stato il prender coscienza di perché Ninux esiste. Questa non è solo condivisione di servizi, ma innanzitutto l’idea del decentrare le risorse tra i vari nodi, in modo che nessuno dipenda da qualcuno o qualcosa, dove ognuno contribuisce all’espansione e alle capacità della rete. Ninux è prima di ogni cosa spirito di condivisione. Tale cosa saltò subito ai miei occhi quando contattai i senior ninuxers Gigismi e Stefanauss, i quali testarono la fattibilità del link dopo una chiacchierata davanti a un caffè. Dopodiché fu tutto in discesa, il nodo, anche se fisicamente non era ancora installato, era già UP nella mia mente. Il tutto doveva esser un semplice nodo foglia caratterizzato da una singola Ubiquiti NanoBeam M5 300mm con puntamento verso newSPIG, ma in seguito non ho fatto a meno di creare il “nodo ottimale” sia in ridondanza che in accesso ad altri utenti. Attualmente ho installato un palo telescopico da 6Mt tirantato a dovere (causa palazzo più alto) sul quale una NanoStation M5 punta come access point verso Rende e due NanoBeam creano ridondanza sui nostri supernodi cosentini newSPIG e Lappanux.

Telescopico con STA vs newSPIG / AP vs Rende

Oltre ai collegamenti medi, ho pensato: “ma Ninux non è prima cosa di tutto condivisione dal basso?” Quindi ho pensato di inscatolare un WA701ND con una semplice antenna Yagi e puntarla come HotSpot sul mio viale, in modo che spunti la nostra bella splash page Ninux: 300Mt coperti in direttiva, coprendo due fermate del bus.

WA701ND come AP Hotspot su viale principale.

Il nodo viene gestito da un TL-WDR3600 con NinucsWrt, distro cucinata ad hoc OpenWrt based, integrante OLSR. Vista la mole di antenne da gestire ho deciso di “creare un prolungamento dello switch” usando uno Smart Switch TL-SG108E taggando a dovere le VLAN, concatenando sia la gestione antenne che il traffico wireless.

Gestione del traffico Smart Switch

Siamo pronti ad ospitare futuri link in puntamento da nord a sud, e in planning c’è anche l’intenzione di illuminare Laurignano, puntando con un’ulteriore antenna verso sud.