Articolo su Ninux sulla rivista on line “La Città Invisibile”

La rivista on line La Città Invisibile ha pubblicato un nostro articolo.

Questo il testo dell’articolo:

Ninux, una rete wireless comunitaria per le nostre città

Presentazione

Le reti che usiamo per comunicare e che vengono chiamate tutte
insieme “internet” non sono di nostra proprietà. L’aspetto
esteriore di democraticità delle reti è un’illusione che svanisce
non appena si studia anche superficialmente come sono realizzate
tecnicamente a partire dalla connessione casalinga o mobile che
usiamo per connettersi.

I recenti casi tanto pubblicizzati degli oscuramenti in Turchia e
in alcuni paesi arabi tendono a farci dimenticare che anche in
Europa e in Italia in particolare è facile censurare, sia da un
punto di vista tecnico ma anche legale, quello che possiamo fare,
leggere e guardare nel nostro privato.

Questo può avvenire perché la proprietà dei mezzi di connessione
che usiamo continuamente finisce sempre e comunque all’apparecchio
(il “modem”, il cellulare) che teniamo in casa o in mano ma spesso
anche nella nostra casa non siamo liberi di fare quel che ci pare
perché i provider impongono limiti anche oltre l’apparecchio.

Questo succede perché gli utenti, noi tutti, non siamo in alcun
modo partecipi delle decisioni che realizzano la rete che
usiamo. Da quando poi lo Stato si è sbarazzato del controllo delle
compagnie telefoniche lasciando il controllo a fantomatici
“Garanti”, le decisioni e le pratiche di queste compagnie
rispettano necessità che sono tutt’altro rispetto alle nostre.

In particolare esiste la questione decisiva della “net neutrality”
della quale si sta parlando molto a livelli però assolutamente
estranei al dibattito pubblico. Un altro esempio più dibattuto e
conosciuto è il “digital divide”.

Le reti comunitarie nascono proprio dall’esigenza di
riappropriarsi degli strumenti che usiamo di modo che le pratiche
di gestione siano frutto di decisioni il più possibile condivise
dalla comunità di persone che usano in concreto questi strumenti:
la rete che torna ad essere un bene comune da utilizzare a proprio
vantaggio e non uno strumento di guadagno e di potere in mano a
pochissimi.

Ninux è una realizzazione di quest’idea che già funziona in Italia
a Roma e in altri paesi europei come in Grecia, Germania e
Catalogna. Da alcuni mesi anche a Firenze esiste una piccola rete
che copre tutta la città.

Come viene realizzata una rete comunitaria

In pratica quello che viene realizzato è un collegamento fra
abitazioni (ma anche sedi di associazioni o che altro) di modo che
le risorse informatiche (computer, hard disk, connessioni,
contenuti) possano essere condivise. In teoria questo collegamento
potrebbe essere realizzato con molti mezzi ma in pratica il
collegamento wireless, il comune _wifi_, risulta in assoluto il
più conveniente come costi e facilità di realizzazione.

La rete Ninux, come tutte le altre esperienze di questo tipo, si
basa su collegamenti wifi in grado di coprire distanze da qualche
centinaio di metri fino a qualche chilometro. Questo consente di
distribuire traffico di dati in ambito cittadino con facilità e a
basso costo.

L’elemento fondamentale di base della rete è il “Nodo” costituto
da un apparato (l'”antenna”), in genere piazzata sul tetto di
casa, e da un piccolo router del tipo che usiamo per allacciarci
ad internet che regola il traffico del nodo. Usando questi due
apparati si realizza il collegamento fra le reti casalinghe dei
due e per estensione fra tutti i nodi che realizzano la rete. Il
nodo appartiene al singolo che ne è anche il gestore di modo che
la proprietà della rete è quanto più possibile decentralizzata e
non siano possibili posizioni predominanti.

A questa rete chiunque può liberamente collegarsi nel rispetto di
alcune norme che stabiliscono la possibilità per tutti gli
aderenti di usare liberamente tutti i nodi della rete per far
passare il proprio traffico e il divieto di modificare in
qualsiasi modo il traffico in transito. Queste norme fanno sì che
la sia rete libera da censure e controlli.

Sulla base di questi principi a Firenze è nata da poco più di un
anno l’esperienza di Ninux Firenze, che si estende su tutta la
città e che è composta da una ventina di nodi. Anche in altre
città sono state realizzate reti di questo tipo, Reggio Calabria,
Pisa: Ninux Roma però è la più importante perché conta più di 250
nodi sviluppati in dieci anni di attività, cosa che l’ha rende di
fatto l’esperienza guida per tutta Italia.

All’interno della rete ognuno può scambiare file, documenti,
musica e voce ma anche e soprattutto fornire servizi agli altri: a
Firenze già sono in funzione un servizio meteo, un sito dove poter
sfogliare documenti e cataloghi, uno strumento di diagnosi della
rete ed è in fase sperimentale un servizio di comunicazione Voip e
sta per essere attivato un servizio di streaming attraverso il
quale ogni nodo può diffondere sulla rete contenuti audio e video.

Gli strumenti per realizzare ed usufruire di questi servizi sono
quelli che comunemente usiamo nell'”internet”: questo fa delle
reti wireless comunitarie anche di spazi liberi per sperimentare
ed imparare e condividendo saperi in un altro aspetto importante
della comunità che provvede al sostentamento tecnico della
rete.

L’obiettivo è quello di realizzare una rete capillare e diffusa in
tutta la città in modo che in ogni punto di essa ci possa essere
un nodo raggiungibile a cui collegarsi. Questo sarà possibile solo
attraverso contributi tecnici e contributi di contenuti e servizi
che provengono dai componenti la comunità Ninux: se ho un bisogno,
cerco nella comunità qualcuno in grado di collaborare con me alla
soddisfazione di quel bisogno.

Altre esperienze

Reti wireless comunitarie molto importanti sono AWNW la rete di
Atene che conta migliaia di nodi, Guifi la rete della Catalogna
che conta decine di migliaia di nodi e la rete Freifunk diffusa in
tutta la Germania.

Contatti

Il sito web di Ninux Firenze http://firenze.ninux.org

Ringraziamo la redazione per l’ospitalità offertaci.

Leave a Reply