NazzaNode2 – perché cciù is megl’ che uan!

Vista panoramica dal tetto

Come recitava il famoso spot, due è meglio di uno! Quindi se l’occasione c’è, e la voglia di fare pure, perché non mettere su un nuovo supernodo? Ed è così che nasce il NazzaNode2, il primo caso di due supernodi Ninux sullo stesso tetto! L’intenzione è estendere la nostra rete verso Roma Ovest, ricca di nodi potenziali ma senza nessun ponte diretto. Il supernode esistente (NazzaNode) purtroppo è troppo basso per scavalcare Monte Mario, quindi grazie anche alle due NanoBridgeM5 ricevute per il compleanno ho deciso di potenziare l’installazione e far crescere il nodo. Dopo una mattinata di acquisti in compagnia di Fish e Arkanet un mese fa, ci siamo trovati sabato mattina io e Fish ad avviare i lavori del nodo.

il tempo al mattino

La giornata non prometteva bene: piccole piogge zona Roma Nord, Andrea mi chiama e mi dice “ma dobbiamo annullare? Qui viene giù il diluvio!” ma lo rassicuro con buone previsioni meteo. Morale della favola, abbiamo fatto un’installazione a Giugno con delle temperature primaverili fresche fresche e senza Sole in faccia.

 

Dopo aver steso cavo elettrico e di rete, si aggiunge al nostro duo il portiere del nostro stabile, Motahar, che subito viene notato da Fish per la sua enorme voglia di fare e dare una mano (tant’è che riceverà anche lui il cavo Ninux a breve). Si comincia fissando le staffe a muro, scegliendo come appoggio una vecchia canna di sfiato della caldaia ora dismessa.

 

 

 

  La staffa viene ricoperta di un particolare silicone per materiali edili.

 

 

 

 

  Vengono eseguiti i fori per la seconda staffa.

 

 

 

 

  Viene quindi assicurata la sezione più grande del palo.

 

 

 

 

  Viene forata la scatola stagna, facendo anche dei buchi in corrispondenza della scatola elettrica.

 

 

 

 

  Successivamente viene messa a muro segnando i punti dove forare il muro per gli stop.

 

 

 

 

  …vengono quindi eseguiti i fori.

 

 

 

 

 

  ….ed inseriti gli stop con le viti.

 

 

 

 

 

  Scatola ancorata, palo preparato, si va in pausa pranzo anticipata causa pioggerella.

 

 

 

 

  Durante la pausa decidiamo di puntare una NanoBridge e vedere cosa prende: tiriamo su un palo di fortuna con un treppiedi fotografico e andiamo di Site Survey, prendendo molte nostre installazioni.

 

 

 

 

Nel mentre, Fish flasha le NanoBridge e la NanoStation.

 

 

 

 

 

  Finito il pranzo si torna a lavorare. Qui un dettaglio della ralla monata.

 

 

 

 

  Fish crimpa il cavo ethernet della NanoBridge.

 

 

 

 

  Nel frattempo ci ha raggiunto Halino, verso la cui casa è puntata la NanoStation.

 

 

 

 

  Palo eretto, allineamento eseguito, si preparano i tiranti. Dopodiché si va a collegare le due scatole.

 

 

 

 

  Fish Norris sfida il tetto estremo e stende il cavo preparato in mattinata lungo di esso.

 

 

 

 

  Autoscatto di me e Fish 😀

(che soggetti)

 

 

 

 

  Ci raggiunge pure Alberto, nodo Pandino, verso cui è puntata una NanoBridge

 

 

 

 

  il NazzaNode visto da sotto il NazzaNode2; si nota appena la piccola Rocket con la Sector 120°.

E’ stato scelto di lasciare la Rocket libera da altri device così da avere meno interferenze.

 

 

 

  “Heyyy che tempo fa laggiù?”

(eravamo altini!)

 

 

 

 

  Foto al NazzaNode2 con Fish prima di scendere dal tetto

 

 

 

 

  Fish e Motahar in posa per un’altra esecuzione perfetta in pieno stile Ninux!

 

 

 

 

  Motahar e il NazzaNode2

 

 

 

 

 

  Fish collega i due switch e dà corrente al NazzaNode2

 

 

 

 

  NazzaNode, versione 2.0 con un nuovo cavo!

 

 

 

 

  Vista dalla rampa di ingresso del condominio

 

 

 

 

  Vista da sotto il palo il giorno dopo, con una splendida giornata.

 

 

 

 

Una volta montato il palo siamo partiti alla volta di Pandino, dove abbiamo provato a collegare la seconda NanoBridge alla sua gemella: 92% di CCQ e 30 Mbit simmetrici, un po’ misero per una distanza di soli 3,4 Km. Cause imputabili: forse palo Pandino troppo corto, forse troppi ostacoli nelle curve di Fresnel, forse difetti nel puntamento. Riproveremo presto: Ninux è anche sperimentazione, no? Comunque, abbiamo imparato che per link corti due NanoStation M5 vanno più che bene!

Come sempre, i nostri membri troveranno in archivio tutte le foto e i video che per motivi di spazio ho dovuto omettere in questo blog.

A presto con il calo di cavo fino a casa di Motahar e la connessione di Hal e Pandino alla Grande Rete Ninux!

-Nazza

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Nazza
Ex studente di Ingegneria Informatica a Tor Vergata, ora studente di Ingegneria Civile a Roma Tre

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One Response to “NazzaNode2 – perché cciù is megl’ che uan!”

  1. melalgiorno Says:

    Se le redance o la ralla non sono inox, con la frizione dei metalli sullo strato zincato la ruggine è assicurata. In questo caso la roba inox credo che, oltre ad essere difficile da trovare, costerebbe parecchio. Recentemente ho sperimentato con successo – almeno momentaneo – pezzi di tubo di gomma infilati nei fori delle ralle (servono ralle con fori sufficientemente larghi). Nei pezzi di tubo sono infilati i cordoncini di nylon, stretti con nodi scorsoi. Sì, perché io il cavetto plastificato come tirante non lo uso, la plastica del rivestimento si logora.

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