Posts Tagged ‘wireless’

Questo weekend Ninux Day 27-28-29 Novembre @ Defrag_

Wednesday, November 25th, 2009

Le reti wireless comunitarie sono infrastrutture di comunicazione costruite dagli utenti stessi, senza l’intermediazione di compagnie telefoniche e di telecomunicazioni. Il fenomeno sta crescendo in tutto il mondo ed in particolare in Europa, soprattutto grazie al basso costo dei dispositivi wireless. In Italia la diffusione di questo tipo di reti tarda a decollare, sia per gli ostacoli messi in piedi, in maniera consapevole o meno, dalle istituzioni, sia perche’ il potenziale di queste infrastrutture non e’ stato pienamente compreso. Per diffondere la cultura delle reti comunitarie e promuovere il loro sviluppo anche nella nostra penisola, dal 27 al 29 Novembre, al Defrag_ si terra’ il primo Ninux Day, nel quale interverranno sia membri di reti comunitarie di Germania, Grecia, Spagna, Austria, Slovenia ed Italia, sia accademici provenienti da varie universita’ europee, sia artisti appartenenti alla scena 8-bit romana.

http://wiki.ninux.org/NinuxDay2009it

Sabato 24 Ottobre 2009: Linux Day Roma

Wednesday, October 21st, 2009

Questo sabato, il 24 ottobre, a Roma si tiene il Linux Day :)

Anche quest’anno noi di Ninux partecipiamo con un intervento sulle reti wireless. Il nostro talk dal titolo “Felici e connessi” propone uno scenario di reti wireless aperte, dove tutti condividono la banda che non utilizzano sulla propria linea ADSL. Nello scenario descritto un qualsiasi utente può usare Internet alla velocità del suo abbonamento quando è a casa, ma può anche connettersi “alla meglio” usando le linee ADSL condivise dagli altri quando è in giro per la città. Presenteremo ovviamente come configurare un AP con OpenWRT con un opportuno scheduler in modo da regalare agli altri solo  la banda che non utilizziamo.

L’appuntamento è alla facoltà di Facoltà di Ingegneria della Sapienza, sede di Via Eudossiana n.18 (San Pietro in Vincoli), dalle 10:00 in poi. Il talk di Ninux.org è previsto per le 15:00. Qui il programma completo.

Saverio

locandinalinuxday2009

Wireless Battle of the Mesh v2 – Bruxelles – Foto

Friday, October 16th, 2009

Giusto qualche foto…
Clauz

Update: altre foto qui.

Ninux Day 2009

Thursday, September 3rd, 2009

LogoNinuxDay2009

Italiano

I ragazzi di Ninux.org sono lieti di invitarvi al primo “Ninux Day”, l’unico giorno che dura un weekend ;)

Uno slot di tempo surreale per affrontare varie tematiche sulle wireless communities, e riunire sotto lo stesso tetto hackers, smanettoni, nerds, ingegneri, informatici, artisti, curiosi ed accademici.

Verranno affrontati argomenti, sia tecnici che sociali, insieme ad i maggiori esperti del settore che verranno a Roma da tutta l’Europa.

Visitate il Wiki per i dettagli.

English:

The Ninux.org team is glad to announce the first “Ninux Day”, the only day that lasts a weekend ;)

A weekend surreal time slot on topics about wireless communities. Under the same roof for the first time you’ll find hackers, geeks, nerds, engineers, artists, curious and academics.

Presentations on technical and social topics will be faced with the most expert people in the area of the wireless community networks, that will come to Rome from all Europe.

Please visit our wiki page for details.

Wireless in Catalogna – day 2

Tuesday, June 23rd, 2009

Quindi dopo una notte in ostello, mi inoltro nella campagna ed arrivo alla stazione di Vic. Mi aspetto di trovarmi davanti un ragazzo della mia età, una specie di Nino in versione catalana, e invece vedo che Ramon è un signore sulla quarantina. Dopo le dovute presentazioni andiamo alla piazza centrale del paese, dove ci sono alcuni nodi di guifi, camuffati per rispettare i vincoli del centro storico.

Davanti ad un caffè, spiego a Ramon che in confronto alla loro rete, la nostra è molto piccola, e che uno dei motivi è il fatto che in Italia le leggi non sono favorevoli alla costruzione di reti wireless comunitarie, sia per quanto riguarda i collegamenti su suolo pubblico, sia per fornire Internet e per la data retention. Ramon mi dice che secondo una direttiva europea, cioè la 2002/20 (che ancora non ho avuto il tempo di leggere, n.d.a.), chiunque può diventare operatore di telecomunicazioni, e se si opera nella banda libera e senza scopo di lucro allora non c’è nemmeno bisogno di chiedere autorizzazioni. In più la direttiva dice che i Paesi membri dell’Unione Europea avevano un tempo limite entro il quale aderire, e dopo quel tempo sarebbe stata valida la direttiva anziché le leggi locali. Inoltre, tramite la fondazione guifi, ci potrebbero dare una mano su questo fronte.

Per quanto riguarda la campagna catalana, invece, non c’è banda larga fuori dai paesi, perché agli operatori non conviene. Ma visto che il comune ha la banda larga, e visto che questa viene pagata dai cittadini, invece di essere costretti ad andare in biblioteca negli orari stabiliti per fare una semplice ricerca scolastica, hanno pensato bene di mettere su una rete wireless. Con la partecipazione di comuni, privati cittadini e negozianti, che vendono nodi di livello professionale già pronti e/o si fanno pagare per eseguire le installazioni o operazioni di manutenzione, gufi è cresciuta molto in fretta, fino ad arrivare, appunto, a circa 7 mila nodi. E’ successo anche che una catena di supermercati della zona volesse collegare tra di loro i suoi edifici, e ci è riuscita passando attraverso guifi.

Quindi lasciamo la piazza principale di Vic per andare a fare un giro in campagna e per andare da una signora che ha dei problemi di collegamento. Per la strada, Ramon mi mostra alcune installazioni, spesso su edifici posseduti dal comune, in uno dei quali avevano addirittura una sala server di guifi. Da edifici piuttosto alti e con i 5Ghz (frequenza poco affollata ma che si sta riempendo in fretta), riescono a fare collegamenti lunghi e stabili, ma, mi dice Ramon, non come gli ateniesi, che sono i maghi del tuning (“they are very geeky”) e che riescono ad ottenere throughput da favola, provando a regolare tutti i parametri in tutti i modi.

Arriviamo quindi alla villa con i problemi di collegamento. Una simpatica signora ci accoglie e ci porta in balcone, dove noto subito una NanoStation, come quelle con cui stiamo smanettando ultimamente a Roma. Da lì parte un cavo fino al piano di sotto, dove c’è una scatola con un WRT, usato per connettersi da dentro la casa. Non risolviamo il problema, in parte perché la soluzione non è immediata (il WRT è morto e non sembra abbia intenzione di riprendersi), ed in parte perché dovrebbe essere chi ha fatto l’installazione ad essere richiamato per le operazioni di manutenzione, altrimenti la rete non scala.

Tornati in macchina, passiamo vicino all’autostrada e in alto, in cima a dei pali, ci sono delle telecamere di videosorveglianza. Sono la prova che sotto l’autostrada c’è connettività: fibra ottica, pagata dai cittadini e sfruttata soltanto in minima parte. Tramite la fondazione guifi sperano di riuscire ad avere la gestione anche della fibra ottica dell’autostrada e di consentirne quindi l’accesso a tutti. Un primo successo è stato il far firmare ad un sindaco delle vicinanze un documento in cui si dichiara l’intenzione di dar vita al progetto di interconnessione in fibra tra paesi (lo stesso progetto di cui mi aveva parlato Roger), ed in cui si coinvolge anche la fondazione.

A casa di Ramon c’è un piccolo traliccio con sopra quattro antenne puntate in direzioni diverse, connesse ad una Microtik. Ha un bell’ufficio-laboratorio, con vari computer, telefoni voip ed apparati sparsi. Quindi conosco la sua famiglia, con la quale pranzo, cercando di carpire i discorsi in catalano e gustando un fantastico gaspacho. Salutiamo, visto che Ramon mi da un passaggio fino in aeroporto.

Insomma, un’esperienza molto costruttiva che mi ha fatto capire che una rete comunitaria per essere messa in piedi ha bisogno di un impegno consistente dal punto di vista organizzativo e strutturale, che i buoni rapporti con le istituzioni possono dare una bella accelerata, che la componente tecnica è importante, ma che non deve essere per forza la priorità, anche se è la parte più divertente.

Spesso spiegando a qualcuno cos’è una rete wireless comunitaria mi sento come se parlassi di un’utopia irraggiungibile, mentre guifi è molto concreta: un esempio di modello di sviluppo alternativo messo in pratica che bisognerebbe far conoscere anche in Italia.

Ciao,
Clauz.